Webinar – Gomito Rigido in Estensione: L’Approccio Riabilitativo Secondo il Principio del TERT
Organizzato da Il Riabilitatore Magazine, il recente webinar dedicato all’approccio riabilitativo al gomito rigido in estensione ha offerto uno spaccato altamente formativo su una delle condizioni cliniche più complesse e delicate dell’arto superiore.
A guidare l’incontro, Marco Musorrofiti e Marco Bonifacio, affiancati da due ospiti d’eccezione: il dott. Paolo Arrigoni, ortopedico specialista e riferimento nazionale nella chirurgia del gomito, e la fisioterapista Elena Delli Carri, esperta nella riabilitazione post-operatoria dell’arto superiore.
Il valore del lavoro in team
Ad aprire il confronto è stato il dott. Arrigoni, che ha sottolineato con forza il valore della collaborazione tra chirurgo e fisioterapista, indispensabile per il recupero funzionale dei pazienti:
“Il chirurgo può aprire il range, ma è il fisioterapista che insegna ai tessuti come mantenerlo. O vincono tutti o perdono tutti.”
Ha inoltre rimarcato l’importanza della rete professionale, capace di garantire continuità, monitoraggio e supporto clinico, specie in patologie che – come la rigidità del gomito – richiedono una gestione multidisciplinare e competente.
TERT e riabilitazione: l’approccio di Elena Delli Carri
Fulcro del webinar è stato l’approfondimento a cura di Elena Delli Carri, che ha illustrato nel dettaglio:
- i meccanismi della rigidità articolare,
- il ruolo della contrattura neurogena del nervo ulnare,
- e l’importanza del TERT (Total End Range Time): un principio secondo cui il tempo prolungato in allungamento passivo a bassa intensità è il vero motore del recupero.
Attraverso la presentazione di casi clinici, Elena ha mostrato i risultati ottenuti con l’utilizzo di tutori termoplastici statici, realizzati su misura, adattati nel tempo in base ai progressi, e integrati in un percorso condiviso con il fisioterapista e il chirurgo.
Il ruolo centrale del fisioterapista
Marco Musorrofiti ha evidenziato l’importanza di intervenire presto e con strumenti adeguati, inclusi dispositivi come il Kinetec e, ove utile, terapie fisiche come le onde d’urto focalizzate. È stato più volte ribadito che un approccio riabilitativo precoce e guidato è spesso determinante per il buon esito della chirurgia.
Artigianalità, competenza, rete
Il messaggio emerso con forza è che la riabilitazione del gomito rigido richiede una miscela di:
- artigianalità clinica (nel saper costruire, adattare, osservare),
- preparazione scientifica,
- e una solida rete professionale per non lasciare il paziente solo.
“Chi vuole imparare a realizzare i tutori può farlo, ma servono esperienza, formazione e soprattutto il desiderio di costruire un percorso riabilitativo personalizzato.”
– Elena Delli Carri
Un invito alla formazione e alla partecipazione
Durante la diretta è stato ricordato l’impegno de Il Riabilitatore Magazine nel promuovere cultura, aggiornamento e aggregazione nella professione. Annunciati:
- il prossimo evento in presenza il 16 maggio a Roma, dal titolo “Facciamo Ordine”,
- il webinar del 19 maggio sulla Tex Neck Syndrome,
- e il continuo sostegno alla petizione nazionale per il voto telematico degli ordini professionali dei fisioterapisti.
Conclusione
Il webinar ha rappresentato un momento di alto valore formativo e umano, dimostrando come l’approccio al gomito rigido non sia solo una questione tecnica, ma anche di relazione, continuità e attenzione al dettaglio.
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