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Energie fisiche nel trattamento del dolore e riabilitazione

Diatermia, crio-ultrasuoni, valutazione del dolore e recupero della funzione. Il webinar de Il Riabilitatore Magazine ha approfondito come inserire le terapie fisiche strumentali in un percorso riabilitativo personalizzato, collegando conoscenze scientifiche e applicazioni cliniche.

Le energie fisiche nel trattamento del dolore sono state al centro del webinar de Il Riabilitatore Talk, andato in diretta su Zoom lunedì 26 ottobre 2026 alle ore 21.30. Una serata dedicata a un tema concreto per fisioterapisti e medici: comprendere quando una tecnologia può essere utile, con quali obiettivi utilizzarla e come verificarne il contributo al recupero del paziente.

Con la conduzione di Marco Musorrofiti, il confronto ha raccolto gli interventi di Rosa Grazia Bellomo, Roberto Carniel, Enricomaria Mattia e Marco Bonifacio. Le relazioni hanno affrontato la personalizzazione del trattamento, i principi della diatermia capacitivo-resistiva, il razionale del crio-ultrasuono e il rapporto tra controllo dei sintomi e riabilitazione attiva.

Il messaggio condiviso è stato il valore dell’integrazione: scegliere l’eventuale terapia strumentale in funzione di una difficoltà precisa del paziente e inserirla in un programma che comprenda esercizio terapeutico, educazione e gli altri interventi appropriati. Durante l’incontro è stato inoltre presentato il Master universitario di I livello in Terapie fisiche strumentali per il Terzo Millennio, per l’anno accademico 2026/2027.

Rosa Grazia Bellomo e la personalizzazione delle terapie fisiche

La professoressa Rosa Grazia Bellomo ha aperto il confronto scientifico con una riflessione sulla responsabilità del professionista e sul significato della formazione continua. Migliorare le proprie competenze, confrontarsi e mantenere viva la curiosità scientifica sono stati i punti di partenza del suo intervento.

Bellomo ha collegato il tema del dolore a quello della qualità della vita e della longevità. Ha ricordato come il lavoro riabilitativo sulla sarcopenia, sul movimento e sulle limitazioni funzionali accompagni da tempo l’obiettivo di conservare autonomia e partecipazione nelle diverse età della vita.

In questa prospettiva, il contributo della riabilitazione riguarda la possibilità di continuare a svolgere le attività quotidiane e di dare, nelle parole della relatrice, «qualità alla vita, qualità ai giorni». Il controllo del dolore acquista così significato all’interno di un progetto più ampio, costruito attorno alle esigenze della persona.

Conoscere i tessuti e ascoltare il paziente

Un passaggio centrale ha riguardato la necessità di collegare fisica, chimica, biologia ed esperienza clinica. Bellomo ha invitato a studiare le interazioni tra stimoli fisici e processi biologici, richiamando anche l’interesse per la comunicazione cellulare e per le risposte dei diversi tessuti.

Da questo ragionamento è emersa un’indicazione chiara: nessuna apparecchiatura può essere considerata adatta indistintamente a ogni situazione. La scelta richiede di comprendere quale problema si vuole affrontare, quale tessuto è coinvolto e in quale fase del percorso si trova il paziente.

La relatrice ha inoltre richiamato il valore dell’esperienza individuale del dolore. Quando gli esami strumentali non forniscono una spiegazione immediata del sintomo, l’ascolto e la valutazione clinica rimangono essenziali. Il racconto della persona deve trovare spazio nel ragionamento terapeutico, insieme ai dati dell’esame obiettivo e degli accertamenti pertinenti.

Il suo contributo ha quindi posto al centro della serata una domanda di appropriatezza: quale tecnologia può essere utile a questa persona, in questo momento e per questo obiettivo?

Enricomaria Mattia e la diatermia capacitivo-resistiva

Il dottor Enricomaria Mattia ha dedicato la propria relazione alla diatermia capacitivo-resistiva, comunemente conosciuta come TECAR terapia. Ha introdotto l’argomento ricordando che l’impiego di una terapia strumentale deve rispondere a un ragionamento clinico e inserirsi in un programma coerente con la condizione da trattare.

La sua impostazione è riassunta da un passaggio dell’intervento:

«Io non faccio terapia strumentale solo perché devo fare terapia strumentale.»

Il richiamo riguarda una decisione quotidiana: disporre di un’apparecchiatura richiede di saperne motivare l’utilizzo, definire l’obiettivo e valutare la risposta del paziente.

Comprendere modalità capacitiva e resistiva

Mattia ha illustrato i principi del trasferimento di energia a radiofrequenza, soffermandosi sulle differenze tra modalità capacitiva e resistiva. L’esposizione ha affrontato il ruolo degli elettrodi, le caratteristiche del circuito e il rapporto tra applicazione e proprietà dei tessuti.

Particolare attenzione è stata dedicata a concetti come frequenza, impedenza e potenza, presentati come elementi necessari per comprendere il funzionamento dello strumento. Il relatore ha richiamato esempi riferiti al ginocchio artrosico, alle strutture tendinee, ai tessuti capsulolegamentosi e alle aree fibrotiche o cicatriziali.

Questi esempi hanno permesso di collegare la spiegazione fisica alla scelta clinica: per utilizzare la diatermia con consapevolezza occorre capire perché si seleziona una modalità, come si imposta l’applicazione e quale risposta si intende osservare.

Calore percepito e valutazione del trattamento

Un altro nucleo della relazione ha riguardato la distinzione tra calore e temperatura e il significato della sensazione termica riferita dal paziente. Mattia ha utilizzato anche un video con termocamera, mostrando variazioni della temperatura superficiale durante un’applicazione.

Nell’esposizione e nelle risposte finali ha richiamato l’attenzione sulle applicazioni con diversa percezione di calore. La sensazione del paziente è stata discussa insieme ai parametri del trattamento e alla conoscenza dello strumento, senza ridurre la valutazione alla sola intensità del riscaldamento avvertito.

La relazione ha affrontato inoltre la modulazione del dolore, le risposte vascolari e le interazioni con l’ambiente tissutale, all’interno di una spiegazione del razionale della metodica. Mattia ha dedicato spazio anche alle controindicazioni e alla necessità di valutare la condizione clinica prima dell’applicazione.

Il rapporto con esercizio e terapia manuale

Il punto conclusivo è stato il ruolo della diatermia nel percorso riabilitativo complessivo. Mattia l’ha descritta come possibile supporto alla gestione del dolore e alla mobilità, da integrare con terapia manuale ed esercizio terapeutico in rapporto alle esigenze del paziente.

Nelle risposte alle domande ha inoltre sottolineato una difficoltà rilevante per la ricerca: la variabilità di dosaggi, protocolli e quadri clinici rende complesso confrontare i risultati. La sua relazione ha così collegato la conoscenza dell’apparecchiatura alla necessità di descrivere con precisione che cosa viene fatto e di controllarne gli effetti.

Marco Bonifacio e il crio-ultrasuono nella gestione del dolore

Il dottor Marco Bonifacio ha sviluppato il proprio intervento partendo dalla valutazione del dolore, prima di affrontare il crio-ultrasuono. La domanda iniziale ha riguardato il meccanismo che sostiene i sintomi del paziente: un passaggio decisivo per attribuire un obiettivo plausibile a qualsiasi trattamento.

Comprendere il tipo di dolore prima di scegliere il mezzo fisico

Bonifacio ha richiamato la definizione IASP aggiornata nel 2020 e la distinzione tra dolore e nocicezione. L’IASP descrive il dolore come esperienza personale, influenzata da fattori biologici, psicologici e sociali, e precisa che non può essere dedotto soltanto dall’attività dei neuroni sensitivi. iasp-pain.org

Nel corso della relazione sono stati discussi dolore nocicettivo, componente infiammatoria, dolore neuropatico e dolore nociplastico. Bonifacio ha concentrato il ragionamento sui trattamenti periferici soprattutto sui quadri associati a danno tissutale e infiammazione, invitando a non estenderne automaticamente il razionale a ogni forma di dolore.

Questo passaggio si collega al precedente approfondimento de Il Riabilitatore sulla semeiotica del dolore con Guido Orlandini, richiamato durante la serata: riconoscere il meccanismo del dolore aiuta a costruire un percorso più mirato.

Il razionale dell’associazione tra freddo e ultrasuoni

La relazione ha quindi affrontato il crio-ultrasuono, che associa raffreddamento e applicazione di ultrasuoni. Bonifacio ne ha discusso il razionale in rapporto al dolore, allo spasmo muscolare e alle risposte del tessuto, illustrando il possibile contributo dei diversi stimoli al controllo dei sintomi.

Ha richiamato il ruolo della temperatura nei processi biologici, la funzione nervosa e il tema della sensibilizzazione periferica. Il suo ragionamento ha mantenuto al centro il rapporto tra sintomi e attività: il controllo del dolore e dello spasmo è stato presentato come un possibile passaggio per aiutare la persona a riprendere il movimento.

Bonifacio ha anche ricordato che l’infiammazione partecipa ai processi di difesa e riparazione. L’obiettivo clinico illustrato è la modulazione appropriata delle risposte che ostacolano il recupero, tenendo conto del quadro individuale e dell’evoluzione del problema.

La finestra terapeutica per favorire il movimento

Il concetto più rappresentativo dell’intervento è stato quello di finestra terapeutica. Con questa espressione Bonifacio ha descritto l’opportunità di utilizzare il controllo dei sintomi per rendere più accessibili l’esercizio terapeutico, la terapia manuale e la ripresa delle attività.

«Ci dà una finestra terapeutica.»

Il risultato va quindi osservato anche attraverso ciò che il paziente riesce a fare. Una riduzione del dolore può diventare utile al percorso quando facilita il movimento, la tolleranza al carico o la partecipazione alla riabilitazione.

Bonifacio ha indicato alcuni criteri operativi: individuare una barriera precisa, scegliere una modalità coerente, documentare i parametri, monitorare la risposta e riconsiderare il trattamento se non sostiene il miglioramento della funzione e della partecipazione.

La revisione sulle energie fisiche nell’artrosi

Durante l’intervento è stata presentata la revisione narrativa The Use of Physical Energy-Based Therapies in the Management of Osteoarthritis, pubblicata su Medicina il 9 giugno 2026. Gli autori sono Marco Giuseppe Musorrofiti, Marco Bonifacio, Valerio Cipolloni, Enricomaria Mattia, Rosa Bellomo e Raoul Saggini.

Il lavoro suggerisce possibili benefici sul dolore e sulla funzione, nel breve e medio termine, per onde d’urto e fotobiomodulazione/laser a bassa intensità in pazienti selezionati con artrosi di ginocchio. La TECAR viene interpretata come possibile supporto per facilitare la riabilitazione attiva. I risultati dipendono dai protocolli e dalle caratteristiche dei pazienti; gli effetti di campi elettromagnetici pulsati e vibrazioni risultano meno uniformi.

Gli autori ribadiscono la centralità di educazione, esercizio e gestione del peso quando indicata. Si tratta di una sintesi narrativa della letteratura, che richiede una lettura prudente e non documenta una guarigione dell’artrosi attraverso le apparecchiature. PubMed

Leggi la revisione su PubMed.

Roberto Carniel e la conoscenza delle tecnologie per recuperare autonomia

Il professor Roberto Carniel è intervenuto sia nell’apertura sia nelle conclusioni, collegando la propria esperienza clinica e di ricerca al tema del recupero funzionale.

Nel primo intervento ha descritto l’interesse per le energie fisiche come parte della ricerca di strumenti capaci di ampliare le possibilità del professionista. Ha richiamato il lavoro in ambito sportivo, l’attenzione ai tempi di recupero e l’esperienza con laser e onde d’urto, collocandoli in un ragionamento che comprende anche movimento e abitudini di vita.

La prospettiva proposta si estende alla persona anziana e a chi convive con limitazioni articolari. L’obiettivo evocato da Carniel è conservare mobilità, autonomia e possibilità di continuare a fare progetti. L’immagine del paziente che, anche in età avanzata, desidera ancora costruire qualcosa per il proprio futuro ha dato concretezza a questa idea di partecipazione.

La fisica come parte della competenza clinica

Nelle conclusioni Carniel ha ribadito la necessità di conoscere frequenza, lunghezza d’onda e principi di funzionamento delle tecnologie utilizzate. Comprendere un’apparecchiatura significa sapere come produce e trasferisce lo stimolo, perché può essere scelta e quando il suo impiego va evitato.

Ha valorizzato, in particolare, il collegamento tra le spiegazioni fisiche e le decisioni cliniche emerso nelle relazioni. Questo collegamento permette al professionista di interpretare i parametri e di interrogarsi sull’appropriatezza del trattamento nel singolo caso.

Carniel ha infine aperto una riflessione sulle prospettive di ricerca, richiamando anche nuove forme di stimolazione e applicazioni nell’ambito della neuromodulazione. Il suo intervento conclusivo ha sottolineato il valore di formare professionisti capaci di comprendere le innovazioni e contribuire al loro sviluppo. Le applicazioni emergenti richiedono una valutazione specifica delle evidenze e delle indicazioni prima di essere trasferite nella pratica.

Marco Musorrofiti e il legame tra energie fisiche ed esercizio terapeutico

Nel ruolo di conduttore, Marco Musorrofiti ha mantenuto il confronto vicino alle esigenze della pratica riabilitativa. Fin dall’introduzione ha richiamato l’utilizzo di esercizio terapeutico, terapia manuale e terapie fisiche come risorse da collocare in un progetto coerente.

Riprendendo la riflessione di Bellomo, ha sintetizzato il rapporto tra riabilitazione e longevità con una frase:

«La longevità passa dalla funzione.»

Il riferimento alla funzione ha attraversato anche i passaggi successivi della conduzione. Dopo la relazione di Bonifacio, Musorrofiti ha ripreso il concetto di energie fisiche come contributo aggiuntivo, da valutare per l’aiuto che possono offrire alla persona nello svolgimento delle attività e nel percorso di cura.

La serata ha così conservato un orientamento pratico: comprendere gli strumenti, approfondire il dolore e collegare le scelte terapeutiche a obiettivi riconoscibili per il paziente. Musorrofiti ha inoltre presentato la proposta formativa del Master, evidenziando l’importanza di affiancare lo studio dei principi alle applicazioni delle tecnologie.

Il Master in terapie fisiche strumentali presieduto da Raoul Saggini

Il webinar è stato anche l’occasione per presentare il Master universitario di I livello in Terapie fisiche strumentali per il Terzo Millennio, Università eCampus, anno accademico 2026/2027.

Il percorso è presieduto e coordinato dal professor Raoul Saggini; la direzione tecnica è affidata al dottor Marco Musorrofiti. La sede didattica indicata è il campus eCampus di via Matera 18, a Roma. La pagina del corso descrive un percorso che comprende didattica frontale e pratica clinica. Associazione Universitaria Internazionale

Nella presentazione della serata sono stati richiamati elettroterapia, ultrasuoni, magnetoterapia, onde d’urto, diatermia, crioterapia, vibrazioni e laserterapia. I relatori hanno insistito sull’importanza delle conoscenze propedeutiche: fisica, risposte dei tessuti biologici, dolore e infiammazione, insieme alla capacità di scegliere e utilizzare consapevolmente le apparecchiature.

Il ruolo di Saggini nel percorso scientifico e formativo è stato ricordato più volte durante l’incontro. Il professore, come comunicato nei saluti finali, non ha potuto collegarsi a causa di un ritardo aereo. Il suo lavoro e la sua visione della riabilitazione sono approfonditi anche nell’intervista a Raoul Saggini pubblicata da Il Riabilitatore.

Consulta le informazioni sul Master.

I messaggi del webinar per la pratica clinica

Dal confronto sono emerse alcune indicazioni utili per ragionare sull’impiego delle terapie fisiche strumentali nel trattamento del dolore:

  • Valutare il problema prima di scegliere la tecnologia. Il meccanismo del dolore, la condizione clinica e la difficoltà funzionale orientano l’obiettivo.
  • Conoscere il mezzo utilizzato. Principi fisici, parametri, modalità applicative e controindicazioni fanno parte della competenza professionale.
  • Definire il contributo atteso. L’eventuale controllo dei sintomi deve avere un collegamento riconoscibile con il recupero del movimento e delle attività.
  • Integrare il trattamento nel percorso attivo. Esercizio, educazione e partecipazione del paziente rimangono riferimenti centrali nella discussione.
  • Verificare la risposta e rivedere le scelte. Il miglioramento funzionale aiuta a decidere se proseguire, modificare o interrompere una modalità.

Il valore del confronto è stato questo collegamento tra conoscenza scientifica e decisioni quotidiane: comprendere che cosa si vuole ottenere e osservare se il trattamento aiuta davvero il paziente ad avanzare nel proprio percorso.

Domande frequenti sulle energie fisiche in riabilitazione

Quali terapie sono state approfondite durante il webinar?

Le due relazioni tecniche principali hanno riguardato la diatermia capacitivo-resistiva, o TECAR terapia, con Enricomaria Mattia, e il crio-ultrasuono, con Marco Bonifacio. Il confronto ha affrontato anche valutazione del dolore, funzione, formazione e ricerca.

Qual è il rapporto tra terapie fisiche ed esercizio terapeutico?

Nel modello discusso dai relatori, una terapia fisica può avere un ruolo aggiuntivo quando aiuta a superare una difficoltà che limita il percorso attivo. La sua utilità va verificata rispetto agli obiettivi funzionali del paziente.

Che cosa significa finestra terapeutica?

Bonifacio ha utilizzato questa espressione per descrivere l’opportunità offerta dal controllo dei sintomi: rendere più accessibili il movimento, l’esercizio e gli altri interventi previsti nel programma riabilitativo.

Continua l’approfondimento con Il Riabilitatore

Il Riabilitatore Talk prosegue il confronto sui temi della fisioterapia e della riabilitazione attraverso gli interventi dei professionisti e il dialogo con la comunità dei lettori.

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Dott. Marco Musorrofiti
Fisioterapista
Docente di Ergonomia Università degli Studi eCampus
Direttore de IL RIABILITATORE MAGAZINE
Direttore ScienzeRiabilitative.it
Co-fondatore di FisioLongevity.com
https://www.fisioterapiaroma.info

REVISIONE SCIENTIFICA:
Prof. Raoul Saggini
Ordinario in Medicina Fisica e Riabilitativa Università eCampus

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