DOLORE AL TALLONE : COME CURARE LA SPINA CALCANEARE CON LA FISIOTERAPIA

di V. Gallarino – M. Musorrofiti .

La spina calcaneare è una proliferazione ossea benigna, o esostosi, che si viene a formare sul calcagno, sotto il tallone. Origina in seguito a trazioni ripetute esercitate dal tendine d’Achille o dalla fascia plantare sul periostio che causano delle microlesioni e che favoriscono la neoformazione di tessuto osseo.

La spina calcaneare è spesso asintomatica, in particolare se localizzata a livello retrocalcaneare. La sintomatologia dolorosa si manifesta clinicamente con dolore acuto pungente riferito al centro del tallone durante il carico e può essere associata a uno stato infiammatorio, talvolta della borsa sinoviale (borsite).

La categoria più a rischio è quella degli sportivi, soprattutto i podisti e i calciatori, a causa dei continui stress meccanici esercitati durante le performance. Diversi fattori quali l’obesità, le alterazioni posturali, patologie metaboliche e reumatiche e il piede cavo possono concorrere all’insorgenza della spina calcaneare.

La diagnosi di spina calcaneare è perlopiù strumentale: la radiografia è in grado di evidenziare la presenza dello sperone osseo. Un esame obiettivo può rivelare la presenza di tumefazioni, ispessimenti dello strato cutaneo del tallone e la comparsa di dolore acuto durante pressopalpazione.

Essendo una patologia legata ad alterazioni meccaniche dovute al sovraccarico funzionale, il primo passo verso la guarigione consiste nel riposo e nella somministrazione di ghiaccio. La guarigione può richiedere tempo variabile e spesso è necessario l’intervento di una terapia fisioterapica mirata.

L’approccio terapeutico opportuno sarà organizzato in base alla causa primaria che ha scatenato la patologia: può essere necessario l’uso di plantari, solette ammortizzanti con la funzione di sostenere e scaricare la volta plantare. Può essere d’aiuto l’allungamento e la rielasticizzazione della catena muscolare posteriore di coscia e gamba. Si è dimostrato molto efficace il trattamento con le onde d’urto focalizzate, in grado di rompere le escrescenze ossee in eccesso e di elasticizzare selettivamente il legamento longitudinale.

Se il dolore non si risolve in breve tempo, è opportuno affidarsi alla terapia fisica (diatermia, Horizontal Therapy, laser e vibrazioni meccano-sonore) associata a una rieducazione posturale e del cammino attraverso il Sistema Posturale Antigravitario Dinamico (SPAD).

La diatermia, nota anche come tecarterapia, utilizza il calore per stimolare i naturali processi riparativi dell’organismo in tempi molto rapidi e con azione antiinfiammatoria, decontratturante e antalgica. L’Horizontal Therapy, come trattamento biofisico elettromedicale d’avanguardia, combina simultaneamente effetti bioelettrici e biochimici sull’area di applicazione con effetti curativi sia superficiali che profondi del tessuto. Il laser viene utilizzato in questa patologia per la sua azione antiinfiammatoria, antalgica e biostimolante. Le vibrazioni meccano-sonore permettono di andare a normalizzare il tono della catena muscolare posteriore che, in alcuni casi, risulta molto contratta. Il Sistema Posturale Antigravitario Dinamico (SPAD) agisce su tre fronti: consente un riallineamento posturale in dinamismo e in microgravità, decomprime la struttura vertebrale e permette una rieducazione al cammino grazie ad un feedback visivo.

E’ sempre necessario un approccio globale e un trattamento mirato e personalizzato, centrato a risolvere la causa primaria che ha scatenato la problematica.

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Dott.ssa Viola Gallarino ( Fisioterapia Roma Prati )
Via Crescenzio 107 ( angolo Piazza del Risorgimento )
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Marco Musorrofiti
Dott. Marco Musorrofiti ( Fisioterapia Roma Prati )
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