Sentenza TAR Lazio n. 9396/2026: cosa è accaduto davvero? Il confronto con i diretti interessati
Sentenza TAR Lazio n. 9396/2026: un webinar per fare chiarezza
Mercoledì 24 giugno 2026, Il Riabilitatore Magazine ha promosso una diretta straordinaria dedicata alla sentenza TAR Lazio n. 9396/2026 (https://www.fnofi.it/wp-content/uploads/2026/05/202609396_01-1.pdf), una decisione che ha suscitato grande attenzione all’interno della comunità dei fisioterapisti italiani.
Il webinar, moderato da Marco Musorrofiti e Mauro Tavarnelli, è nato con un obiettivo preciso: offrire uno spazio pubblico di confronto, ascolto e chiarimento su una vicenda istituzionale complessa, che ha coinvolto la Federazione Nazionale degli Ordini dei Fisioterapisti — FNOFI, il Consiglio Nazionale e diversi Ordini territoriali dei Fisioterapisti — OFI.
All’incontro sono stati invitati i principali soggetti coinvolti. Hanno partecipato diversi presidenti e rappresentanti degli Ordini territoriali che avevano aderito al ricorso o erano intervenuti successivamente ad adiuvandum. La Federazione, pur invitata, non ha preso parte al confronto; per completezza informativa, durante la diretta è stato comunque letto integralmente il comunicato ufficiale pubblicato dalla FNOFI.
Da cosa nasce la sentenza TAR Lazio n. 9396/2026
Nel corso dell’introduzione, Marco Musorrofiti ha ricostruito l’origine della vicenda. Tutto avrebbe avuto inizio nel dicembre 2024, a seguito di alcune segnalazioni provenienti da un componente dimissionario del collegio dei revisori dell’OFI di Messina. Tali segnalazioni riguardavano presunti malfunzionamenti e criticità amministrativo-contabili all’interno dell’Ordine territoriale.
Secondo quanto ricostruito durante il webinar, un gruppo di presidenti di Ordini territoriali chiese formalmente la convocazione straordinaria del Consiglio Nazionale FNOFI, con l’obiettivo di discutere, in termini generali, degli obblighi regolamentari, amministrativi e contabili che gli Ordini devono rispettare.
La richiesta fu però respinta dalla Presidenza FNOFI, che ritenne l’argomento non rientrante nelle competenze specifiche del Consiglio Nazionale, ma piuttosto in quelle del Comitato Centrale. Da qui la decisione di alcuni Ordini di rivolgersi al Tribunale Amministrativo Regionale.
Il TAR Lazio, secondo quanto illustrato nel webinar, ha accolto il ricorso sotto il profilo della convocazione: in presenza di una richiesta conforme per numero di firme e completa di ordine del giorno, il Presidente sarebbe tenuto a indire l’adunanza straordinaria, senza poter valutare preventivamente il merito della richiesta per impedirne la convocazione.
Il senso del webinar: non cercare colpevoli, ma chiarire
Fin dall’apertura, Marco Musorrofiti ha precisato che l’iniziativa non nasceva con l’intento di individuare colpevoli o alimentare contrapposizioni, ma con la volontà di comprendere meglio quanto accaduto.
Il tema centrale della serata è stato quindi duplice: da un lato, il rispetto delle regole interne e delle prerogative degli organi ordinistici; dall’altro, la necessità di garantire trasparenza e confronto democratico in una professione ancora giovane dal punto di vista ordinistico.
Mauro Tavarnelli ha sottolineato più volte il dispiacere per l’assenza della Federazione al confronto, ribadendo però la necessità di dare spazio anche alla posizione FNOFI attraverso la lettura integrale del comunicato ufficiale pubblicato sul sito federale (https://www.fnofi.it/blog/tar-lazio-sentenza-n-9396-2026-attenzione-ad-alcune-irresponsabili-e-distorte-interpretazioni/).
L’intervento di Mauro Tavarnelli: confronto, trasparenza e dovere di cronaca
Nel corso della diretta, Mauro Tavarnelli ha svolto un ruolo centrale nella conduzione del confronto, affiancando Marco Musorrofiti nella gestione degli interventi dei presidenti e dei rappresentanti degli Ordini territoriali.
Tavarnelli ha preso la parola ringraziando i presidenti presenti per aver accolto l’invito al confronto. Ha sottolineato il valore dell’intervento del presidente Davide Saracino, anche per il ricordo di Vincenzo Manigrasso, e ha poi coordinato la successione degli interventi, invitando ciascun relatore a esprimersi in modo sintetico per consentire a tutti di partecipare alla discussione.
Un passaggio particolarmente importante del suo intervento ha riguardato l’assenza della Federazione al webinar. Tavarnelli ha espresso dispiacere per la mancata partecipazione di rappresentanti FNOFI, precisando però che, proprio per garantire equilibrio e completezza informativa, avrebbe dato lettura integrale del comunicato ufficiale pubblicato dalla Federazione sul proprio sito.
Questa scelta è stata presentata come un atto di dovere di cronaca e non come una sostituzione della voce della Federazione. Tavarnelli ha chiarito di non voler interpretare il comunicato, ma di leggerlo integralmente, così da permettere ai partecipanti e agli ascoltatori di conoscere anche la posizione ufficiale della FNOFI.
Gli interventi dei presidenti e dei rappresentanti OFI
Davide Saracino: “Una sentenza storica e un precedente importante”
Il primo intervento è stato quello di Davide Saracino, presidente dell’OFI Bologna-Ferrara. Saracino ha definito la sentenza un passaggio storico, ricordando anche il ruolo del compianto Vincenzo Manigrasso, già presidente dell’Ordine Bologna-Ferrara, che aveva fortemente sostenuto questa battaglia istituzionale.
Saracino ha spiegato che il ricorso non è stato vissuto come un atto semplice o leggero, ma come una scelta dolorosa, nata dalla necessità di far valere un principio: il diritto degli Ordini territoriali a discutere all’interno del Consiglio Nazionale.
Secondo Saracino, il punto non era soltanto il merito della vicenda, ma la possibilità stessa di aprire un confronto negli organi previsti. Il diniego alla convocazione è stato percepito come una limitazione grave della discussione democratica. La sentenza, a suo avviso, rappresenta quindi un precedente importante non solo per la fisioterapia, ma potenzialmente anche per altre professioni ordinate.
Orazio Meli: “Non c’è chi vince e chi perde”
Il presidente dell’OFI Catania-Ragusa-Siracusa, Orazio Meli, ha offerto una lettura equilibrata della decisione. Ha precisato che il giudizio non è entrato nel merito delle questioni amministrative oggetto delle segnalazioni, ma ha riguardato esclusivamente il diritto degli Ordini territoriali a ottenere la convocazione del Consiglio Nazionale quando siano rispettate le procedure previste.
Meli ha richiamato il valore delle procedure democratiche, delle competenze attribuite agli organi ordinistici e della necessità di mantenere aperto il confronto tra le diverse componenti della professione.
Il suo messaggio è stato chiaro: la sentenza non deve essere letta come una vittoria di qualcuno contro qualcun altro, ma come un’occasione di riflessione e crescita per tutta la comunità professionale.
Melania Salina: “Non volevamo entrare nel merito di un singolo OFI, ma tutelare il sistema”
La presidente dell’OFI Friuli Venezia Giulia, Melania Salina, ha spiegato le ragioni che hanno portato il suo Ordine a discutere e deliberare il ricorso. Anche per lei non si è trattato di una scelta facile, perché promuovere un ricorso nei confronti della propria Federazione è stato un passaggio sofferto.
Salina ha chiarito che la preoccupazione degli Ordini non era quella di entrare nelle dinamiche interne di un singolo ente autonomo, ma di comprendere se eventuali criticità locali potessero avere ripercussioni sulla sostenibilità generale del sistema federativo.
Ha ricordato infatti che la Federazione vive anche grazie al contributo economico degli OFI territoriali, contributo che viene definito in sede di bilancio previsionale. Per questo motivo, secondo la sua ricostruzione, era ritenuto necessario che il Presidente relazionasse in Consiglio Nazionale sui fatti segnalati e sulle regole generali di gestione dei bilanci degli enti.
Nella parte finale del webinar, Salina è intervenuta anche sul comunicato FNOFI, contestandone l’impostazione e sostenendo che la sentenza andasse letta nella sua interezza. A suo avviso, il punto decisivo era l’accoglimento del ricorso per il motivo ritenuto assorbente, cioè l’illegittimità del diniego alla convocazione.
Antonio Bortone: “La sentenza rafforza il ruolo degli Ordini territoriali”
Antonio Bortone, vicepresidente dell’OFI Marche, ha collocato la vicenda in una prospettiva più ampia. Ha ricordato come gli Ordini dei Fisioterapisti siano enti giovani, nati da poco come realtà autonoma, e come proprio per questo sia necessario costruire da subito un modello ordinistico fondato su trasparenza, regole e partecipazione.
Secondo Bortone, la sentenza non riguarda soltanto il caso specifico, ma può fare scuola anche per altre Federazioni. Il tema, infatti, è la gestione delle crisi territoriali e la possibilità che tali crisi vengano discusse in modo trasparente e non sommario.
Bortone ha sottolineato che il TAR non è entrato nel merito amministrativo della vicenda, ma ha riconosciuto il diritto del Consiglio Nazionale a discutere. In questa prospettiva, la sentenza ridimensionerebbe il potere discrezionale del Presidente federale e rafforzerebbe il ruolo dei presidenti territoriali, non in una logica di contrapposizione, ma di proposizione.
Rosario Fiolo: “La sentenza è un’opportunità per la professione”
Il presidente dell’OFI Palermo-Trapani, Rosario Fiolo, ha insistito sul concetto di opportunità. Le sentenze, ha ricordato, vanno rispettate e applicate, ma possono anche diventare strumenti di crescita istituzionale.
Fiolo ha ribadito che il Consiglio Nazionale è il luogo deputato al confronto sulle crisi, sui problemi e sulle prospettive della professione. Il rispetto delle regole e dei ruoli — Consiglio Nazionale, Comitato Centrale, Presidente nazionale e Presidenti territoriali — deve diventare il punto di partenza per una nuova fase.
Secondo Fiolo, rafforzare la professione nel rispetto delle regole significa anche offrire maggiori garanzie ai cittadini, perché una professione più solida e consapevole tutela meglio il diritto alla salute.
Silvia Bielli: “Ridiamo credibilità agli Ordini”
La presidente dell’OFI Siena, Silvia Bielli, collegata insieme al proprio Consiglio direttivo, ha evidenziato la necessità di ricostruire un legame istituzionale tra gli Ordini.
Bielli ha spiegato che anche un Ordine più piccolo, pur con un numero limitato di iscritti, ha ritenuto importante aderire al ricorso perché la vicenda riguardava le regole generali dell’organizzazione professionale.
Nel suo intervento ha richiamato anche altri temi ancora aperti per la professione, tra cui l’evoluzione del profilo professionale e la necessità di un confronto più strutturato tra gli organismi ordinistici. La frase chiave del suo intervento è stata: “Ridiamo credibilità agli Ordini”.
Fabio Bracciantini: “Il punto era capire se una richiesta qualificata potesse essere bloccata”
Il presidente dell’OFI Toscana Centro, Fabio Bracciantini, ha precisato che il ricorso non nasceva dalla volontà di mettere in discussione le prerogative del Comitato Centrale o del Consiglio Nazionale. Il tema, secondo Bracciantini, era un altro: stabilire se una richiesta di convocazione avanzata da un numero qualificato di presidenti potesse essere sottoposta a una valutazione preventiva del Presidente della Federazione.
La risposta del TAR, ha ricordato, è stata negativa.
Bracciantini ha inoltre sottolineato che il Consiglio Nazionale non è un organo marginale: approva i bilanci, partecipa alle scelte fondamentali della professione e rappresenta uno spazio essenziale di discussione istituzionale.
Secondo il presidente dell’OFI Toscana Centro, la sentenza mette un punto importante nei rapporti futuri tra Federazione e Ordini territoriali.
Gino Petri dell’OFI Pisa-Livorno-Grosseto: “Non contro qualcuno, ma per il confronto democratico”
Nel corso del webinar è intervenuto anche il rappresentante dell’OFI Pisa-Livorno-Grosseto, che ha ribadito un concetto già emerso in molti interventi: l’azione non è stata promossa contro qualcuno, ma per riaffermare il rispetto delle regole e del confronto democratico.
Il suo intervento ha espresso anche amarezza per l’assenza di una controparte istituzionale al dibattito. Secondo la sua lettura, il confronto sarebbe stato necessario proprio per evitare che la serata apparisse come una discussione a senso unico.
Katia Libardi: il significato dell’intervento ad adiuvandum dell’OFI Trento
La presidente dell’OFI Trento, Katia Libardi, ha spiegato il significato dell’intervento ad adiuvandum. L’Ordine di Trento non aveva sottoscritto la richiesta originaria di convocazione del Consiglio Nazionale straordinario per ragioni di tempistica interna, non essendo riuscito a confrontarsi in tempo utile.
Tuttavia, di fronte al diniego della Federazione, l’Ordine ha ritenuto doveroso intervenire a sostegno degli OFI ricorrenti, per esprimere il proprio dissenso rispetto al mancato rispetto del regolamento e del principio di partecipazione democratica.
Daniela Gaburri: “Le regole non sono una cosa piccola”
A chiudere gli interventi degli Ordini ad adiuvandum è stata Daniela Gaburri, dell’OFI Umbria. Anche in questo caso, la mancata adesione iniziale era stata dovuta a ragioni di tempistica, ma successivamente l’Ordine ha deciso di intervenire al fianco degli altri ricorrenti.
Gaburri ha sottolineato come, per Ordini ancora giovani, le regole amministrative e contabili siano fondamentali per consolidare il buon andamento degli enti. Le segnalazioni ricevute avevano quindi generato preoccupazione, proprio perché riguardavano aspetti percepiti come essenziali per la corretta gestione ordinistica.
Ha inoltre richiamato l’attenzione sui toni del comunicato FNOFI, ritenendo non adeguate espressioni come “notizie fuorvianti”, “informazioni travisate” o richiami all’obbligo di verità e serietà nei confronti degli iscritti.
La posizione FNOFI letta durante il webinar
Per garantire completezza informativa, Mauro Tavarnelli ha letto integralmente il comunicato ufficiale pubblicato dalla FNOFI.
Nel comunicato, la Federazione ha sostenuto che il TAR avrebbe accolto il ricorso rilevando l’obbligo di convocazione in assenza di una facoltà esplicita di diniego nel regolamento, ma avrebbe anche ribadito che la materia oggetto della richiesta non rientrava nelle competenze specifiche del Consiglio Nazionale, bensì in quelle del Comitato Centrale.
La FNOFI ha inoltre contestato alcune interpretazioni diffuse dopo la sentenza, definendole fuorvianti o travisate, e ha rivendicato il rispetto delle prerogative del Comitato Centrale e del Presidente.
La lettura del comunicato ha rappresentato uno dei momenti centrali della serata, perché ha permesso di riportare anche la posizione della Federazione, pur in assenza di suoi rappresentanti al confronto.
Dopo la sentenza: cosa è successo?
Durante la parte conclusiva, è stato chiarito che la sentenza è stata eseguita e che il Presidente FNOFI ha convocato il Consiglio Nazionale inserendo il punto all’ordine del giorno. Tuttavia, secondo quanto riferito da Melania Salina, la trattazione sarebbe avvenuta nell’ambito di una seduta già convocata per l’approvazione del bilancio consuntivo 2025, con tempi ritenuti non adeguati a un confronto sostanziale.
Questo passaggio ha confermato uno dei temi principali emersi durante la serata: la differenza tra adempimento formale e reale possibilità di discussione.
Voto online e partecipazione: l’altro grande tema della serata
Nella parte finale del webinar, Marco Musorrofiti ha spostato l’attenzione su un altro tema molto sentito dalla comunità professionale: il voto online per gli Ordini dei Fisioterapisti.
Melania Salina ha spiegato che l’OFI Friuli Venezia Giulia ha accolto la petizione promossa sul tema e ha già deliberato di vincolare una parte dell’avanzo per dotarsi di una piattaforma di voto online. È inoltre in fase di elaborazione il regolamento elettorale con il supporto del consulente legale.
Fabio Bracciantini ha riferito che anche l’OFI Toscana Centro sta valutando l’accantonamento di risorse per consentire lo svolgimento delle prossime elezioni con modalità telematica.
Antonio Bortone ha aggiunto che diversi Ordini stanno lavorando in questa direzione, collegando il voto online a una maggiore partecipazione degli iscritti e a una vita ordinistica più trasparente.
Mauro Tavarnelli ha infine rilanciato anche il tema dello streaming degli incontri istituzionali, sostenendo che rendere pubblici i momenti di confronto rappresenterebbe un passo importante verso una maggiore trasparenza.
Cosa lascia questa sentenza alla fisioterapia italiana
La sentenza TAR Lazio n. 9396/2026 non riguarda soltanto un episodio amministrativo o una controversia tra organi ordinistici. Dal confronto promosso da Il Riabilitatore Magazine emerge un tema molto più ampio: quale modello di rappresentanza vuole costruire la fisioterapia italiana?
Gli Ordini dei Fisioterapisti sono realtà giovani, nate in una fase storica in cui la professione chiede riconoscimento, autonomia, credibilità e partecipazione. Proprio per questo, il rispetto delle regole interne, la chiarezza delle competenze, la trasparenza dei processi decisionali e la possibilità di confronto tra centro e territori diventano elementi essenziali.
La vicenda ha mostrato tensioni, divergenze interpretative e sensibilità diverse. Ma ha anche evidenziato una forte richiesta di partecipazione da parte della comunità professionale.
Il messaggio conclusivo del webinar può essere sintetizzato così: la fisioterapia italiana ha bisogno di istituzioni forti, ma anche aperte; autorevoli, ma trasparenti; capaci di decidere, ma anche di ascoltare.
Conclusione
Il webinar “Sentenza TAR Lazio n. 9396/2026: cosa è accaduto davvero? La parola ai diretti interessati” ha rappresentato un momento di confronto pubblico raro e significativo per la comunità dei fisioterapisti.
Attraverso gli interventi dei presidenti e dei rappresentanti OFI, è emersa una visione comune: la sentenza deve essere letta come un’occasione per rafforzare il sistema ordinistico, migliorare i regolamenti, promuovere il confronto e rendere più trasparente la vita istituzionale della professione.
La sfida, ora, è trasformare questa vicenda in un passaggio di maturazione collettiva. Perché il futuro della fisioterapia italiana non si costruisce soltanto nelle aule giudiziarie o nei comunicati istituzionali, ma soprattutto nella capacità di dialogare, rispettare le regole e coinvolgere realmente gli iscritti.
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Dott. Marco Musorrofiti
Fisioterapista
Direttore de IL RIABILITATORE MAGAZINE
Direttore de ScienzeRiabilitative.it
